L’Unione Europea si pone obiettivi di neutralità climatica piuttosto ambiziosi e mira a ridurre le emissioni di anidride carbonica di almeno il 55% entro il prossimo 2030. È questo l’accordo raggiunto di recente tra i negoziatori del Consiglio e del Parlamento europeo.

Si tratta di un’intesa che sembra mettere d’accordo tutte le parti, specialmente dal momento che il Parlamento aveva, inizialmente, optato per un traguardo lievemente più ambizioso, con una flessione di CO2 pari al 60%.

Cosa prevede l’accordo provvisorio per la riduzione di CO2 nell’UE

Il sito del Consiglio dell’Unione Europea esplicita in modo più preciso l’accordo provvisorio, sottolineando che questo prevede di:

  • Dare priorità alle riduzioni delle emissioni rispetto agli assorbimenti per quanto riguarda l’obiettivo per il 2030;
  • Istituire un comitato consultivo scientifico europeo sui cambiamenti climatici con il compito di fornire consulenza scientifica e riferire in merito alle misure, agli obiettivi e ai bilanci dell’UE;
  • Fissare un obiettivo climatico intermedio per il 2040, che sarà proposto dalla Commissione.

È interessante notare che, sul target del 2030, è stato inoltre introdotto un tetto (pari a 225 milioni di tonnellate) al contributo degli assorbimenti di CO2 da foreste e tecnologie, dettaglio che da solo potrebbe generare una riduzione fino al 57% sulle emissioni. Per quanto riguarda i restanti “tagli”, dovranno essere i singoli Paesi a valutare come intervenire per raggiungere i traguardi stabiliti, così da raggiungere poi, come Unione Europea, la reale neutralità climatica entro il 2050.

Come accennato, i nuovi obiettivi verranno attentamente monitorati da un nuovo e indipendente organismo scientifico appositamente costituito, l’European Scientific Advisory Body.

Questo organismo sarà composto da quindici membri con un mandato della durata di quattro anni e avrà il compito di vigilare in merito all’allineamento delle diverse politiche europee rispetto ai traguardi climatici. Contestualmente, l’organo di controllo dovrà supervisionare anche l’andamento dei budget di carbonio.

Per quanto riguarda invece il traguardo di neutralità climatica, è stato stabilito per l’anno 2050.

Nel frattempo, tra due anni (nel 2023), la Commissione Europea presenterà in dettaglio gli obiettivi climatici intermedi fissati al 2040, comprensivi di un budget indicativo sulla quantità di emissioni tollerabili nel periodo 2030-2050. Particolare attenzione sarà dedicata, in questo caso, a non violare gli accordi di Parigi del 2015.

Come è facile intuire, seppure l’azione dei diversi Paesi europei sarà indipendente e monitorata anche a livello “locale” dai singoli Governi, quello della reale neutralità climatica è un obiettivo da considerarsi collettivo: riguarderà quindi l’intera Unione Europea e non i singoli Stati membri.

Ciò significa che, laddove alcuni Paesi riuscissero a decarbonizzare in modo più rapido ed efficace rispetto ad altri, questi ultimi avranno comunque a disposizione più tempo per completare il loro percorso.

L’accordo recentemente definito dovrà ora essere approvato prima dal Parlamento e poi dal Consiglio dell’UE. Successivamente, si passerà alla procedura formale di adozione.